Mi presento, 
sono una ragazza, o forse dovrei dire donna, alla sogna dei 30 anni.
Vivo ancora con in miei, lavoro part time, guadagno una miseria, sogno in grande ma non ho mai i coraggio di andare fino in fondo alle cose.
Ah quasi dimenticavo, ho una vita sentimentale degna di un romanzo, o forse di un soap opera, di quelle scadenti .
Amo follemente il make-up, ma non ho il coraggio di fare un corso, perchè sono certa che non sarei in grado, in compenso  gestisco, con delle amiche, una pagina su ig.
Sono dipendente dallo shopping, amo collezionare scarpe, compro abiti che poi non indosso perchè non mi piacciono come mi stanno, ma in realtà non amo il corpo.
Cosa dire, ho scelto di aprire questo blog per
raccontarvi la vita di una ragazza qualunque, che a breve compirà 30 anni ed ha una paura matta di  ritrovarsi sola quel giorno, non per la pandemia per la vita strana che negli anni ha deciso di condurre.

13 marzo 2021 ,
 Dopo l'anno assurdo che abbiamo vissuto tutti in Italia e nel mondo intero, in cui la solitudine è diventata la normalità , io ho paura di esser sola.
Non a causa della pandemia , ma per il  mio modo di essere, non so bene cosa ci sia di strano in me, ma nei rapporti umani faccio davvero schifo.
Negli ultimi tre anni ho fatto delle scelte che mi hanno portato a pensare, per brevi attimi, " è la scelta giusta" , oggi non sono più sicura di nulla. 
Anzi no, si una cosa sono sicura, ho fatto bene ha lasciare il mio ex, al suo primo scatto di ira.
Ecco forse è proprio da lì che devo iniziare  per farvi capire chi sono oggi. 

Era febbraio del 2018, un martedì sera mi chiama la mia migliore amica, Grace, per dirmi che due giorni dopo avrebbe fatto la sua promessa di matrimonio, non aveva avvertito prima perché vivendo all'estero, aveva organizzato tutto in fretta.
Ero con il mio ragazzo, John una storia di quelle serie, dove si erano perfino conosciute le famiglie.
Gli dico subito che sarei voluta andare con lui, perché lei era la mia migliore amiche e io sarei stata una dei testimoni al matrimonio  che si celebrava in chiesa. 
Lui mi accompagno subito a prendere un regalo, ma poi mi disse che non poteva accompagnarmi, sapendo che così avrei dovuto rinunciare, dato che  non sapevo guidare.
Dopo la delusione, concordo con lui che la prima serata libera saremmo andati dalla coppia di miei amici.
Il venerdì sera andammo da loro,  ero super felice, la mia migliore amica si sposava, io ero fidanzata ed amavo alla follia il mio ragazzo. Dopo mille peripezie ci eravamo riuscite, si , eravamo  felici.
Andammo in un locale molto carino per cena e a fine serata ci raggiunse un loro amico.
John mi sembrava felice e  a suo agio, ero felicissima che stesse bene almeno con questi miei amici, visto che gli altri li odiava. 
Usciti dal locale decidiamo di andare in un bar ed ovviamente si fece più tardi del previsto, del resto si sa , quando si sta bene il tempo vola. Mentre ci salutavamo John decide di invitare il trio, il lunedì seguente per una pizza, tutti accettano, ed io sono al settimo  cielo.
Non avrei mai immaginato che un banale invito a cena, dopo 3 giorni, potesse cambiare la mia vita.
Ovviamente io e John passammo il sabato sera insieme, cena  a casa con tanto di partita di calcio, che io odio, ma che guardavo per passare un pò di tempo con lui. Fu una serata come tante, non eravamo una coppia mondana, che esce spesso, che fa tardi la sera che vede molti amici, eravamo così e a  me andava bene. Lo amavo e mi bastava stare con lui, non importava il dove.
La domenica  come sempre  dopo pranzo ci vedemmo, gli chiesi di andare a  fare una passeggiata per negozi, perchè avevo adocchiato un paio di scarpe che volevo, perfette per l'outfit della serata seguente.
Entrata nel negozio  provo le scarpe, chiedendo a lui se  a parer suo potevano andare bene con il vestito scelto per  la sera dopo, ed ovviamente la risposta fu  "certo, il nero alla fine sta bene con tutto ".Prendo le scarpe ed  usciamo dal negozio,
Passeggiavamo felici, almeno io, e spensierati per la strada pedonale, quando squilla il suo telefono, di lì a poco sarebbe successo il primo disastro.
John " ciao luca si mi ricordavo non ti preoccupare, allora che divisa porto gialla o rosa?"
Non ho idea dell'altra persona cosa abbia risposto, so che intuii che  aveva organizzato l'ennesima partita e che anche quella sera sera tornata a casa presto. 
Sarebbe stato fantastico se fosse stato quello il problema.
Dopo pochi secondi di silenzio rispose sereno  "ok allora domani alle 8"
Dopo quella frase quello che usci dalla sua bocca per me divenne un bla bla bla, sentivo la rabbia salire dalla punta dei piedi e impossessarsi di me. Si era dimenticato della cena! Si era dimenticato della cena che lui aveva organizzato con i miei amici e di cui avevamo parlato poco prima  mentre sceglievo le scarpe.
Gli lasciai la mano, svoltai in un vicoletto più isolato,  non volevo fare scenate  con troppe persone che mi osservavano.
Posò il suo maledetto telefono e  con una tranquillità disarmante mi disse:

"piccola che hai?"
La rabbia invadeva ogni millimetro del mio corpo e la delusione si  faceva spazio 
 
"piccola un corno!! Domani cosa devi fare tu?"

Lui con la sua solita serenità 

"Vado a guadagnare una cosa di soldi, arbitro con Luca , metto la tua divisa preferita, la gialla"

Il mio corpo cedette, la delusione prese il sopravvento , scoppiai in lacrime

"Cosa!? Come?! La cena con i miei amici che hai organizzato?"

Lui sbiancò, e con un filo di voce disse

" Amore l'avevo dimenticata, ti accompagno, ceni con loro e poi se faccio presto ti vengo a prendere"

Ero così delusa che non risposi , continuai a camminare verso l'auto, salii chiusi la portiera senza dire nulla, neppure una parola. 
Nei quindici minuti di auto cercai solo di trattenere le lacrime mentre scrivevo  messaggi a Grace, raccontando tutto quello che era accaduto. Lei da buona amica , mi disse che potevamo spostare la cena, ma io decisi che un uomo a 37 anni deve prendersi le sue responsabilità, si è dimenticato di me, della nostra cena, non importa che stia  con il suo pallone maledetto per guadagnare 30 euro .
Arrivati sotto casa mia lui provò a chiarire, io non avevo voglia di ascoltare altre scuse, avrei solo voluto che inventasse una scusa con Luca per venire a cena con me la sera dopo. Ovviamente non fu così.
La sera dopo venne a prendermi un ora prima, per parlare e stare un pò con me. Io ero ancora arrabbiata e delusa perchè 30 euro non possono valere più di me.
Mi accompagna   nel posto in cui avevo dato appuntamento ai miei amici, quando stavano per arrivare mi chiama un numero che non ho in rubrica, rispondo ,pensando che fosse il solito call center 

"pronto chi è?"

Delle risate e della musica rep  rispondono alla mia domanda e poi una voce  

"Hey sono Dylan, Grace non poteva chiamare dal suo numero estero, abbiamo chiamato dal mio, dove siete?"

Io senza indugio rispondo convinta e felice nel sentire la risata di Grace

"sono fuori al bar , sono in auto  ora scendo così mi vedete"

 Grace mi risponde ,evidentemente erano in viva voce 

"Tesoro  tranquilla ci vogliono 5 minuti"

Staccano la chiamata.

John mi fissa con gli occhi pieni di rabbia, inizia a gridare 

"Tu hai fatto gli accordi con Grace, io non vengo e viene lo stesso il loro amico, ti sembra educato , fate un uscita a quattro?"

Non lo avevo mai visto reagire così a qualcosa, cercai di tranquillizzarlo 

"Amore avevi dato tu appuntamento per sta sera a tutti e tre, con che coraggio dicevo non far venire Dylan, sarebbe stato scortese"

John ,il mio John aveva perso il controllo

"Come si è permesso di chiamarti, perchè Grace gli ha fato il tuo numero, dammi il telefono sono sicuro che hai il numero già salvato ,era tutto già organizzato "

Io sarei voluta sprofondare , noi in auto  e la gente per strada che ci fissava, non sapevo cosa dire

"Amore tieni "

gli diedi il telefono senza indugiare, non mi piaceva il modo in cui aveva reagito, avevo paura. Sarei dovuta uscire il quel istante , il sesto senso femminile non sbaglia mai.
Non so cosa  sia successo nell'istante subito dopo  a quella mia sensazione. So solo che lui mi lancio il cellullare addosso e mi spinse mi strattono facendomi sbattere la testa nel finestrino laterale dell'auto.
Presi il telefono ,scesi di corsa, chiusi la portiera  avevo talmente paura che non riuscii a dire nulla.
Sentii il clacson di Grace, mai più lieta di sentire quel suono , che odio.
Salii in auto, tremavo, avevo gli occhi pieni di lacrime ma non riuscivo a piangere , il mio corpo era fermo ,pietrificato. Come era possibile che fosse successo, lui l'uomo con cui condividevo tutto da tre anni, aveva fatto una cosa del genere, non poteva essere.
Dopo qualche secondo di silenzio in cui tutti e tre mi fissavano, ebbi la forza dire 

"portatemi via , lontana da lui"

Pochi istanti dopo Grace mi disse ho visto tutto , non dire nulla. Stai con me , stai con noi, calmati, tanto non può avvicinarsi a te finchè ci siamo noi.
Povera illusa , la mia Grace, credeva che ci avrebbe seguiti per parlare. Andò per la sua strada.
Ebbe il coraggio di chiamarmi solo per gridarmi al telefono 

"Diglielo a quei due che io al loro matrimonio non ci vengo, non li voglio mai più vedere"

Io con la freddezza di un iceberg  gli risposi

"Sono io che non voglio che vieni al matrimonio, non ho bisogno di te per andarci, non ho bisogno di te per nulla"

Chiusi la chiamata e  passai una serata magnifica.

Non avrei mai potuto immaginare che cosa sarebbe successo nei giorni e nei mesi a seguire, ma sono felice. Sono felice delle mie scelte, del coraggio di una piccola donna di un metro e cinquantotto ha avuto in una fredda serata di inverno !
      
                             

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